La formazione di alghe in piscina è un problema comune che non solo compromette l’estetica dell’acqua, rendendola torbida e di colore verdastro, ma può anche alterare l’equilibrio chimico e favorire la proliferazione di batteri. Contrastare la crescita di alghe significa innanzitutto comprendere le condizioni che ne promuovono lo sviluppo e adottare un protocollo di manutenzione costante e mirato. In questa guida esamineremo i principali aspetti da considerare, suddividendo il percorso in varie fasi, dalla gestione della chimica dell’acqua all’ottimizzazione della filtrazione, fino agli interventi di pulizia e protezione.
Indice
- 1 Comprendere il problema delle alghe
- 2 Controllo della chimica dell’acqua
- 3 Manutenzione della filtrazione e della circolazione
- 4 Trattamenti di shock e alghicidi
- 5 Pulizia e spazzolamento regolare
- 6 Impedire i nutrienti alle alghe
- 7 Protezione e copertura della piscina
- 8 Monitoraggio e interventi periodici
- 9 Conclusione
Comprendere il problema delle alghe
Le alghe sono organismi fotosintetici in grado di moltiplicarsi rapidamente in presenza di luce, temperature elevate e nutrienti come fosfati e nitrati. Quando la concentrazione di disinfettante nella piscina scende al di sotto dei livelli efficaci, il loro sviluppo diventa incontrollabile, trasformando progressivamente l’acqua in un ambiente opaco e scivoloso sulle pareti. La presenza di alghe può inoltre ridurre l’efficacia del cloro, richiedendo dosi maggiori di prodotto per mantenere la decontaminazione e prolungando i tempi di inattività della piscina. Conoscere questo meccanismo aiuta a intervenire in modo preventivo, evitando interventi drastici di pulizia straordinaria.
Controllo della chimica dell’acqua
Il bilanciamento del pH è il punto di partenza per neutralizzare l’habitat favorevole alle alghe. Un’acqua leggermente basica, con valori di pH compresi tra 7,2 e 7,6, permette al cloro di esprimere al meglio la sua azione ossidante. Se il pH sale oltre questi limiti, la resa del disinfettante diminuisce fino al 50 %, mentre un pH troppo basso può causare irritazioni alla pelle e agli occhi dei bagnanti, oltre a danneggiare le componenti metalliche dell’impianto. Parallelamente, è fondamentale mantenere la durezza calcica e l’alcalinità a valori stabili, poiché oscillazioni brusche possono favorire il formarsi di depositi sulle pareti che fungono da terreno fertile per le spore algali.
Manutenzione della filtrazione e della circolazione
La filtrazione rappresenta il primo presidio contro le alghe, in quanto rimuove particelle sospese e riduce la carica nutritiva nell’acqua. Un ciclo di filtrazione giornaliero, della durata minima di otto ore, assicura un ricambio continuo e impedisce la stagnazione. Durante il controlavaggio del filtro a sabbia o a cartuccia, è consigliabile prolungare leggermente il tempo di lavaggio rispetto alla normale periodicità, in modo da espellere completamente le microalfe trattenute. Anche la pulizia del cestello delle pompe e dei cestelli prefiltro costituisce un momento chiave: rimuovere foglie, piccoli detriti e sporcizia evita intasamenti e garantisce sempre una portata d’acqua regolare.
Trattamenti di shock e alghicidi
Anche con un livello ottimale di cloro stabilizzato, può rendersi necessario un trattamento di shock settimanale per eliminare spore resistenti. Questo trattamento consiste nell’innalzare temporaneamente la concentrazione di disinfettante a valori più alti, per un breve periodo, in modo da colpire efficacemente tutte le forme di alghe presenti. Dopo l’applicazione, è importante mantenere in funzione la pompa fino a quando l’acqua non ritorna limpida. In casi di ricomparsa frequente, l’uso mirato di un alghicida di qualità professionale, da dosare secondo la tipologia di piscina, aiuta a creare una barriera protettiva che rallenta la proliferazione algale.
Pulizia e spazzolamento regolare
La prevenzione passa anche attraverso un’azione meccanica: spazzolare settimanalmente le pareti e il fondo della piscina impedisce alle microalghe di aggrapparsi alle superfici creando colonie. Utilizzare una spazzola adatta al rivestimento (morbida per liner e PVC, più rigida per intonaco o piastrelle) garantisce la massima efficacia senza danneggiare il materiale. Inoltre, l’aspirazione manuale o automatica delle depositi dislocati durante lo spazzolamento evita che residui organici rimangano sospesi, rendendo vano il trattamento chimico successivo.
Impedire i nutrienti alle alghe
Ridurre il carico nutritivo significa tagliare le risorse a disposizione delle alghe. I fosfati, presenti negli agenti chimici o introdotti con l’acqua di riempimento, vanno tenuti sotto controllo con test specifici. Allo stesso modo, le particelle di polvere o i residui di crema solare depositati dai bagnanti possono rappresentare una fonte di nutrienti; per questo motivo, incoraggiare una doccia preliminare prima dell’ingresso in acqua contribuisce a mantenere più pulita la vasca. L’uso di prodotti anticalcare e autorigeneranti nel sistema di filtrazione limita la formazione di incrostazioni che possano rilasciare sostanze organiche di scarto.
Protezione e copertura della piscina
Durante i periodi di non utilizzo, coprire la piscina con telo opaco e traspirante riduce drasticamente l’irradiazione solare, che è il principale fattore di crescita per le alghe verdi. Coperture isotermiche o a bolle aiutano anche a mantenere stabile la temperatura e a limitare l’evaporazione, diminuendo la concentrazione di minerali nell’acqua. Una copertura ben tesa e saldamente fissata rende più difficile l’ingresso di detriti e permettono di programmare i trattamenti chimici con meno frequenza.
Monitoraggio e interventi periodici
Oltre ai controlli quotidiani di pH e cloro, è consigliabile eseguire un’analisi mensile dell’acqua in laboratorio, per verificare la presenza di fosfati, nitrati e metalli pesanti. Questi parametri forniscono un quadro più completo e indicano se è il caso di intervenire con prodotti specifici. Annotare i risultati su un registro di manutenzione aiuta a individuare eventuali variazioni nel tempo, facilitando la programmazione di shock, pulizie straordinarie o sostituzioni di parti del sistema di filtrazione.
Conclusione
Evitare la formazione di alghe in piscina richiede un approccio integrato che combina la gestione attenta della chimica dell’acqua, la pulizia meccanica regolare e l’ottimizzazione della filtrazione. Il monitoraggio costante e l’applicazione di trattamenti mirati, insieme a misure preventive come la copertura della vasca e la riduzione dei nutrienti, permettono di mantenere un’acqua limpida, sicura e invitante. Un programma di manutenzione ben strutturato non solo previene le alghe, ma prolunga anche la vita dell’impianto, garantendo la massima efficienza e un’esperienza di balneazione sempre gradevole.